A set of zero measure

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Sara (metro)

esefossedomani:

Eppure prima era tutto più semplice. Negli anni ho provato a capire il momento esatto in cui siamo cambiati, in cui tutto è cambiato, ma non l’ho mai trovato. Non ho mai trovato una vera causa.
Entro in metro con un peso sul cuore e mille pensieri per la testa. Non é facile affrontare tutto e non è facile affrontarlo sola.
“Nella buona e nella cattiva sorte” ci siamo giurati, ma io non lo vedo Olivier, non lo vedo da nessuna parte. La notte è in casa, ma non parla più, dormiamo nello stesso letto, ma nell’altra metà c’è solo una grotta gelata.
E ora vorrei tanto mi fosse seduto accanto a tenermi la mano come quando siamo andati a sposarci.
Pensandoci, la metro abbiamo smesso di prenderla da quando è nata Susanne, con la perenne angoscia che potesse succederle qualcosa Olivier ha insistito per assumere un autista. Povera bambina mia cresciuta sotto la totale protezione del padre, che a 16 anni non insisteva per andare a ballare, ma per andare a scuola in metro come le altre ragazze. Io non ho mai avuto voce in capitolo, le poche volte che mi sono permessa di commentare sono stata fulminata, inoltre sapevo che era il suo modo di volerle bene, anche se forse abbracciarndola avrebbe avuto più successo. Più lei cresceva più lui diventava freddo e paranoico, come se tutti i pericoli che potesse incontrare la sua bambina lo calpestassero ogni giorno di più.
Chissà che emozione, mi immagino, deve aver provato Susanne quando ha preso la sua prima metro, di nascosto dal padre insieme a quel ragazzo con cui si frequentava alle superiori, quel Sebastian che la faceva stare così bene con cui sorrideva in maniera così reale e che impersonava tutto ciò di che Olivier temeva. Mi ricordo ancora che le vidi sul volto quel sorriso tipico degli adolescenti convinti di poter riuscire a fare qualsiasi cosa nella vita, quando la vita è ancora semplice. 
Lo stesso sorriso che avevano sia lei che Sebastian quando li sopresi in casa da soli, il pomeriggio in cui fecero l’amore. Lo avevo capito varcando l’ingresso e salutandomi loro avevano capito che sapevo, non mi sono mai sentita un invasore nella mia stessa casa come quel giorno, era un momento solo loro e pensavo a come avrebbe reagito freddamente Olivier, rimpiangendo quel giovane spensierato che era stato lui alla nostra prima volta.
Più il tempo passava e Susanne cresceva più suo padre si ostinava a vedere i mostri per le strade, probabilmente a causa del suo lavoro, ma non vedeva quelli che crescevano in casa e io ripensandoci adesso mi rendo conto che sono stata cieca, di campanelli d’allarme ce ne sono stati innumerevoli.
Nostra figlia é sempre stata sola, molto determinata, una studentessa modello, ma non ci sono stati coetanei a sostenerla, non aveva il tempo doveva essere perfetta come voleva il padre, che di perfetto non ha mai avuto nulla.
Gli sbalzi di umore, i cali di peso, le interminabili sedute dentro il bagno, una madre si da più spiegazioni possibili prima di vedere quello che ha davanti. O forse l’ho sempre saputo, ma non ho avuto il coraggio di ammettere di aver sbagliato, il coraggio di lottare, il coraggio di sostenerla.
Negli anni mi sono rifugiata sempre più nel mio lavoro per scappare da una casa in cui mi sentivo soffocare, da situazioni che non ero in grado di gestire, da Olivier che non sapeva più sorridere di nulla.
E ora mi trovo qui su questo treno circondata da estranei a dovermi scontrare con la vita, verso una figlia che non conosco nel tentativi di salvarla dai mostri che la divorano.
Non mi interessa il perdono voglio solo esserci d’ora in avanti, il passato non lo posso cancellare, ma sarò  una madre migliore.
Non è mai troppo tardi e spero che lo capisca anche suo padre, quel ragazzo splendido di cui mi sono innamorata trent’anni fa, spero che ritorni anche lui e di affrontare tutto questo insieme.
Per ora mi faccio forza, trattengo le lacrime e vado avanti. 
Non sarai più sola piccola mia.image

Meg 2014

28 notes

manyinwonderland:

Back in 2006, a group of students at Xavier High School in New York City […] were given an assignment by their English teacher, Ms. Lockwood, that was to test their persuasive writing skills: they were asked to write to their favourite author and ask him or her to visit the school. Five of those pupils chose Kurt Vonnegut. His thoughtful reply […] was the only response the class received.
(via Letters Of Note, di cui è anche uscito il libro, che quasi quasi…)

manyinwonderland:

Back in 2006, a group of students at Xavier High School in New York City […] were given an assignment by their English teacher, Ms. Lockwood, that was to test their persuasive writing skills: they were asked to write to their favourite author and ask him or her to visit the school. Five of those pupils chose Kurt Vonnegut. His thoughtful reply […] was the only response the class received.

(via Letters Of Note, di cui è anche uscito il libro, che quasi quasi…)

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Stars Bursting In The Night Sky

Australian photographer Lincoln Harris collection ‘Star trails’, surreal swirls in the sky, created from a multitude of long-exposure shots and the effect of the Earth’s rotation. 

(Source: escapekit, via titties)